giovedì 10 dicembre 2009

Un nuovo inquilino sul Lago di Annone



Riporto l'articolo apparso ieri sulla Provincia di Lecco che racconta dell'avvistamento di questa rara specie di volatile chiamata Cavaliere d'Italia ( non centra niente Berlusconi....).

(p. zuc.) Il cavaliere fa tappa al lago: è stato avvistato nei giorni scorsi. A fare il singolare incontro, il canoista Giancarlo Berti di Biassono che ha documentato l'evento contattando immediatamente il centro di studi ambientali «Cedal» (più attivo in genere sul vicino specchio di Pusiano).
Il «cavaliere d'Italia»  misura circa 37 centimetri di lunghezza e pesa dai 140 ai 180 grammi; rientra tra le specie che un tempo abbondavano ma oggi, per motivi sconosciuti sono diventate rare; la sua apertura alare sfiora gli 80 centimetri; le sue zampe rosse ? le più lunghe, tra tutti i volatili in natura - in volo superano di parecchio la coda. La parte inferiore del corpo è bianca mentre il dorso e le ali sono neri: nidifica nell'Europa meridionale, in alcune zone dell'Europa centrale, in gran parte dell'Africa, nelle regioni meridionali e orientali dell'Asia, dell'Australia, in Nuova Zelanda e in America, dal sud degli Stati Uniti sino all'Argentina. E' un uccello parzialmente migratore. In Italia è più frequente in primavera che non in autunno; rarissimo, alle porte dell'inverno. E' un uccello socievole; cammina con passo leggero ed elegante, ma le zampe lunghe fanno sembrare questa sua andatura un po' barcollante. Prima di posarsi, plana descrivendo cerchi; ama trattenersi nei luoghi più umidi. Il «cavaliere d'Italia» si nutre d'insetti e delle loro larve, di molluschi e di altri piccoli animali. Il passaggio, la sosta e la ripartenza all'alba dal lago d'Annone sono stati peraltro notati da molti: Marco Negri, da Galbiate, ha a propria volta segnalato l'insolita presenza, riuscendo a filmare lo stormo quando ha raggiunto la massima concentrazione di esemplari. Sarebbero stati «un centinaio», secondo le informazioni fornite dal centro «Cedal» la cui coordinatrice, Lauretta Carpani, commenta: «All'origine dell'inusuale sosta potrebbe esserci stata la necessità di cibo, offerto dall'ansa paludosa situata sotto la curva della superstrada tra Suello e Civate. E' possibile che lo stormo fosse in rotta di migrazione dal Mar Caspio. Proprio perché inusuale, la presenza del Cavaliere merita di esserci tempestivamente segnalata, qualora si ripeta».

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